Trofie, trofie al pesto, trofie liguri, come fare il pesto

Le Trofie sono una tipica pasta della tradizione culinaria ligure e devono il loro nome alla parola “strofissià”, che in dialetto genovese significa strofinare.

Preparate con un impasto di farina di grano duro e acqua, e di grandezza piuttosto ridotta (3-4 cm solitamente), si distinguono per una forma allungata, sottile e irregolare, come arricciata, più grossa al centro e sottile ai vertici.

Vanno condite, quasi esclusivamente nella versione locale, con il pesto; una variante prevede l’aggiunta di patate e fagiolini.

Preparazione delle trofie
Ingredienti per 4 persone: 300g farina, acqua, sale

Metti la farina a fontana in una terrina e versaci l’acqua fino ad ottenere un impasto sodo. Lavora l’impasto energicamente, dagli la forma di una palla e mettilo a riposare sotto un canovaccio per 10 minuti. Trascorso questo tempo dividi l’impasto in pezzi e forma delle palline. Realizza le trofie appoggiando il palmo su di ogni pallina e trascinandola verso l’esterno del piano di lavoro, fino a darle la classica forma affusolata.
Cuocerle in acqua salata per almeno 3 minuti.

Preparazione del pesto per le trofie
Metti nel frullatore le foglie di basilico, l’aglio a pezzetti, un pizzico di sale grosso, un filo d’olio e trita tutti gli ingredienti, poi unisci i pinoli e il pecorino grattugiato, continua a frullare versando l’olio a filo fino a quando la salsa diventa fluida.

I pomodori del nonno Rino

Al Residence Celeste esiste la fortuna immensa di essere cresciuti con i prodotti a Km 0 grazie all’instancabile nonno Rino che 12 mesi su 12 cura l’ orto e ci delizia con frutta verdura (pomodoro gigante una specialità) e l’olio.

A volte quando il raccolto lo permette alla famiglia Galli piace viziare gli ospiti e regalare quello che la stagione offre: i fichi, i cachi, l’insalata, le zucchine,i cetrioli, le uova e adesso ecco pronti i pomodori.

Un’idea per una ricetta facile e veloce ma soprattutto fresca visto il clima caldo.

Tumates, cucumer, oef dur e furmai nustran traduzione i Pomodori, i cetrioli, l’uovo sodo e il formaggio locale.

In una ciotola preparate i cetrioli , i pomodori a rondelle e il formaggio locale a pezzettini e non scordate un trito di cipolla.
Preparate l’uovo sodo e aggiungetelo all’insalata.

Condire il tutto con del buon olio di oliva extra vergine, l’aceto o il limone e il sale. Nonno Rino ne mette in abbondanza nonostante nonna Emma lo sgridi.

Buon appetito e raccontateci se la ricetta vi è piaciuta!

La balota

Ricetta facile e veloce per la balota….

Gli Ingredienti:
Polenta;
Formaggio locale.

La preparazione:
Si prendono un paio di fettine di polenta e un pezzetto di formaggio locale di media stagionatura.
Si taglia la polenta, si mettono delle scaglie di formaggio su una fetta, si copre con l’altra fetta e poi si modella con le mani a forma di palla, di balota appunto.
Si grattugia altro formaggio sopra la palla poi per cuocere usare la graticola, abbrustolendola fino a formare una crosticina.

Una curiosità….la balota è tipica della zona dei laghi in Lombardia, è un piatto semplice e veloce da gustarsi soprattutto durante le giornate autunnali e invernali.

Patate e fagiolini (cornetti) arrostiti

“Curnitt e patati rustii” ovvero patate e fagiolini arrostiti, la chiamavano i nostri nonni.

Far bollire le patate con la buccia e i fagiolini.

Tagliare a fette le patate lessate dopo averle sbucciate.

Tritare a pezzetti anche i fagiolini, in un’altra ciotola si taglia a fettine del buon formaggio d’alpe.

In un tegame affettare un quarto di cipolla e rosolarla con un bel pezzo di burro nostrano e dell’olio extravergine d’oliva (dosi a piacimento, meglio se si abbonda con il condimento).

Aggiungere patate e fagiolini e sminuzzare con una paletta di legno.

Piano piano si incorpora il formaggio.

Il piatto è pronto in tavola quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati e sul fondo del tegame si è formata una bella crosticina dorata.
La ricetta è facile veloce fatta di ingredienti semplici e naturali e può essere mangiata da chi è vegetariano.

Questo piatto in Valtellina è conosciuto con il nome di “Tarozz”.

Buon appetito!

Polenta uncia ricetta facile

Ricetta facile per un piatto unico composto da polenta condita con abbondante burro e del formaggio locale.

Tempo di preparazione 1 ora….

Gli ingredienti:
Polenta;
Formaggio locale 400gr;
Burro 200gr;
Aglio;
Salvia.

La preparazione:
Preparare la polenta in un paiolo di rame per polenta con poco meno di 2 litri di acqua salata.
Fare soffriggere in un tegame il burro con l’aglio a pezzetti e la salvia. Quando la polenta sarà cotta metterla a cucchiai in una pentola bassa alternando strati di polenta ed abbondantissimo formaggio. Quindi aggiungere il burro soffritto.

Servire subito in piatti molto caldi oppure come vuole la tradizione contadina mangiare tutti dalla stessa pentola messa in centro alla tavola.

La polenta del lago di Como: le varianti

Le varianti della polenta del lago di Como e dintorni:
– “concia”: polenta con formaggi pasticciata;
– “taragna”: tipica delle valli bresciane e valli bergamasche e della Valsassina, è realizzata mischiando la farina di mais e la farina di grano saraceno;
– “uncia”: tipica del lago di Como, è realizzata mischiando alla “polenta taragna” il soffritto di burro, dell’aglio e della salvia e formaggio semigrasso;
– “cropa”: tipica della cucina valtellinese, la “polenta cropa” è realizzata unendo la farina di mais e la farina di grano saraceno e le patate e si cuoce con la panna al posto dell’acqua…infine si condisce con il formaggio.

La polenta è considerata un piatto unico che si può mangiare da solo o arricchito con carni e formaggi.

Non perdetevi le varianti nelle ricette che ci hanno tramandato i nostri nonni…

La Polenta del Lago di Como: origini antiche e preparazione

La polenta ha origini antiche!

Già gli indigeni dell’America preparavano un composto molto simile.

In Europa veniva preparata prima con del farro, dell’orzo, del miglio e segale fino a che non fu importato dal Nuovo Mondo il mais il quale dà il caratteristico colore giallo.

In Valcamonica, la polenta giunse attorno al 1630 grazie a Pietro Gaioncelli che importò il granoturco.

La preparazione della polenta: piatto semplice e gustoso della tradizione italiana.

Viene preparata con dell’acqua, del sale e farina di cereali, mais o grano saraceno; usata in sostituzione del pane e per questo viene soprannominata “pane dei poveri”.

Molto utilizzato nella stagione invernale nelle nostre zone in sostituzione del pane.

Le ricette della Tremezzina sul lago di Como: piatti tipici

Poiché il Lago di Como si trova a metà strada fra la Valtellina, la Brianza ed il Milanese, non è raro trovare sulle tavole dei ristoranti locali alcuni piatti tipici di queste zone.

I pizzoccheri, bresaola valtellinese, risotto giallo alla milanese, la cotoletta alla milanese, la “buseca” trippa alla milanese, il pan di mort, gli amaretti…

Nella cucina della Tremezzina si alternano sapori di lago e montagna.
Piatti della tradizione povera e prodotti genuini, ma dal sapore deciso e gustoso.

Pesce in carpione, pesce in salsa verde, il missoltino, il fritto misto di lago con alborelle e agoni, i filetti di persico e i filetti di lavarello impanati, la polenta nelle sue diverse varianti come la polenta uncia e il “tocc”, i dolci come la torta miascia, il paradell e il braschin.

Preparate tutti gli ingredienti e seguite le nostre ricette molto facili e veloci…

Le ricette della Tremezzina sul Lago di Como

Soggiornare al Residence Celeste significa anche estendere le proprie conoscenze riguardo le specialità culinarie italiane, in particolare sulle ricette della Tremezzina.

Siamo ben lieti, infatti, di fornirvi alcune ricette molto facili e veloci, ma non per questo meno succulente.

Tremezzina sul Lago di Como: terra antica per genti e tradizioni e terra di cuochi, i quali già nel XV secolo diedero un contributo al formarsi della cucina milanese.

La natura circostante, lago e montagna, offre i prodotti principali per realizzare le varie ricette.

Dove la morfologia del territorio non è adatta a coltivare alcuni prodotti, ecco l’aiuto della vicina Valtellina o della Brianza, della Lomellina, del Milanese dove si possono reperire farine, riso ed altre materie prime.

Aperitivo o Happy Hour, stuzzichini, riso o insalate

Molto spesso quando si parla di aperitivo si pensa all’happy hour, ma non sono la stessa cosa e ora vediamo il perché…

La moda dell’happy hour nasce quando alcuni locali hanno avuto la brillante idea di gratificare il lavoratore a fine giornata offrendogli a prezzo fisso, dalle 18 fino alla seconda serata, un buffet composto da pasta, pizzette, salumi, riso, insalate, panini assortiti e molto altro ancora accompagnati da qualsiasi tipo di bevanda, dai succhi alle bibite gassate, dal vino ai superalcolici.

Differente è l’aperitivo in senso tradizionale. Si consuma solitamente prima di sedersi a tavola, sia all’interno di un bar o presso il ristorante scelto. L’usanza prevede un moderato alcolico (prosecco, spritz…) o un analcolico a cui sono associati dei semplici stuzzichini salati, salumi, antipasti o la degustazione di piccole porzioni di formaggi tipici. La funzione è quella di predisporre le papille gustative ad assaporare la successiva cena.